BAROCCO PLASTICO - Rubinacci
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BAROCCO PLASTICO

BAROCCO PLASTICO

SALONE DEL MOBILE 2019

La Milano Design Week ha proposto mille occasioni di riflessione ai 450.000 visitatori, ma l’installazione-mostra che forse meglio sintetizza l’orizzonte sperimentale del decennio che si apre si è vista al Nilufar Depot dove Nina Yashar ha organizzato parte della sua grande collezione di design storico con spunti spiazzanti di contemporaneo. Sul fondo del padiglione la mostra di ceramiche artistiche, molto innovative, “New Sculptural Presence” allestita da Patricia Urquiola.

Gli elementi più interessanti dell’evento cult di via Lancetti 34, di cui diventa apprezzabile anche la posizione geografica eccentrica rispetto ai flussi obbligati del centro città, sono stati almeno due. Il primo sta nella scelta di organizzare la mostra in una dozzina di “camere con vista” dove è l’Interior Design il protagonista e non il singolo componente. Una opzione allestitiva che privilegia l’ambiente e la vita delle persone e non l’elemento scultoreo, che comunica uno stile di vita e l’idea che l’ambiente domestico è la somma di esperienze e di passioni lente, quindi non soltanto di “acquisti compulsivi”.

Il secondo è la combinazione dei pezzi storici degli anni ’50 e ’60 con prototipi contemporanei ispirati a una specie di “barocco plastico” che ben rappresenta il fermento creativo del nostro tempo. 

Il confronto tra la grazia naturale dei maestri e i tentativi dei talenti emergenti è impari, ma la mostra nell’insieme ha detto chiaramente che il bon ton del design è superabile e che si apre una nuova stagione con un occhio al business e uno alla cultura del presente. Tra le tante conferme ormai storicizzate (Ponti e Mangiarotti), anche alcune sconvolgenti ri-scoperte come il lavoro di Joachim Tenreiro che, dal Brasile del 1957, ci comunica il suo universo figurativo con mobili di legno, semplici e di serena forza compositiva.

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